mercoledì 12 ottobre 2011

La competenza è un'idiozia!

14 Dicembre 2041

Stavano a trastullarsi con il piccolo concetto di competenza mentre il mondo crollava alle loro spalle. Abbiamo ricostruito da zero e ora abbiamo la chiara consapevolezza degli errori commessi e dei responsabili.
La competenza... sa di piccolo burocrate, di ometto che non sa fare altro che essere competente. "Oh, sì, è una persona molto competente", ossia un idiota...
Ma che vuol dire essere competente? Aver accumulato nel tempo una serie di piccoli ricordi frammentari su come portare a termine qualcosetta... non essendo mai al riparo dagli imprevedibili errori. E vabbe', siamo umani. Anche un killer, finché non lo prendono è una persona molto competente.
Ti ricorderai di Andrea... non era molto competente nel sottrarre ovetti di cioccolata dal bar della stazione? E l'amministratore delegato della Furtech? Aveva truffato tutti con una competenza unica! Migliaia di piccoli risparmiatori lasciati al verde. Ma era anche lui una persona competente.

Piccole procedure da attuare meccanicamente e alla fine un risultato: dietro la nozione di competenza si nascondeva la visione meccanicistica. L'uomo in fondo è una macchina e la competenza non è che la capacità di sfornare un risultato dopo aver inserito i dati. Insomma, un computer. Cumuli di rifiuti concettuali provenienti da filosofie rottamate.

E pensa che "studiavano" per dare delle competenze.

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1 commento:

  1. Finalmente riesco a leggere un articolo di qualcuno che non si limita a criticare l'attuale sistema scolastico e la burocrazia legata ad esso, ma che illustra dettagliatamente un'idea originale per migliorarli. E' affascinante il progetto di quest'ateneo del futuro strutturato con tutor e magister e che, soprattutto, si basa sul concetto più profondo di conoscenza intesa come ricerca. Un concetto ormai perduto da troppo tempo! Siamo intrappolati sempre di più in questo schema sociale in cui si predilige un individuo che ha raggiunto una sterile competenza, rispetto a chi, invece, viene mosso da una profonda sete di conoscenza. Siamo tutti ridotti a macchine produttive e la nostra scuola ci forma per creare altre macchine da inserire in questo rigido sistema chiuso che non si evolverà mai e che, prima o poi, andrà incontro all'apoptosi. Mi viene in mente uno dei versi più citati di T.S.Eliot "Where is the knowledge we have lost in information?" (The Rock). Al contrario, il sistema qui proposto non si ferma all'informazione, ma è in grado di creare una rete di individui capaci di rivestire anche ruoli estremamente diversi senza rimanere disorientati. Forse questa è l'unica soluzione per recuperare quell'entusiasmo che si prova nel conoscere. (Entusiasmo inteso etimologicamente: da enthusiasmòs, stato d'animo riconducibile ad un'esaltazione quasi divina). Attendo con ansia altre notizie da questa scuola del futuro, che, per ora, possiamo solo limitarci ad immaginare, sperando che, prima o poi, possa realizzarsi. :)

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